Non vi promettiamo risultati in tre mosse. Vi diciamo come lavoriamo, così potete decidere se è il modo giusto per voi.

Una persona segue un incontro online MyGoodJob dal portatile
  1. Partiamo da quello che succede davvero.

    Un calo di motivazione può voler dire dieci cose diverse. Prima di proporre qualsiasi cosa, cerchiamo di capire cosa sta succedendo e quale cambiamento ha senso cercare, in quella situazione e non in generale.

  2. Chi vi segue conosce le aziende.

    I nostri professionisti sanno cosa vuol dire un budget, una scadenza, un capo che non ascolta. Non lavorano in astratto: tengono conto di ruoli, vincoli e relazioni che fanno parte della vita in azienda.

  3. Ci mettiamo d'accordo su cosa vuol dire "andare bene".

    All'inizio decidiamo insieme su cosa lavorare e come ce ne accorgeremo. Non numeri inventati, ma segnali concreti: una riunione che decide, un ruolo finalmente chiaro, una conversazione che prima non si riusciva a fare.

  4. Il lavoro vero si fa tra un incontro e l'altro.

    Gli incontri servono a fermarsi e ragionare. Poi si torna in ufficio, si prova, si osserva cosa succede, e all'incontro dopo se ne parla. È lì che le cose cambiano.

Riccardo Pittis e Loris Dal Poz lavorano insieme davanti a un computer

Metodo e verifica

Sono le stesse per tutti, ma dentro ogni tappa il contenuto cambia con la situazione. L'unica cosa che non cambia: ci si ferma a verificare, e alla fine si fa il punto insieme.

Come misurare se è servito lo decidiamo caso per caso. Può essere la chiarezza che le persone percepiscono sul proprio ruolo, la qualità della collaborazione, la capacità di affrontare una situazione che prima bloccava.

Riservatezza

Prima di cominciare spieghiamo come funziona il percorso e cosa succede a quello che viene detto negli incontri. Nei progetti aziendali distinguiamo con cura tra gli obiettivi dell'organizzazione, che condividiamo con chi ci ha chiamato, e lo spazio della singola persona, che resta suo.

Se vi sembra un modo sensato di lavorare, parliamone.